Madri e figlie

In questi ultimi anni ho assistito con grande interesse e un pizzico di stupito piacere al fenomeno degli abiti passati di madri in figlie.
Negli anni 70-80 nessuna di noi giovani ragazze avrebbe mai desiderato qualcosa d’abbigliamento che appartenesse alle nostre mamme.
Erano due mondi completamente diversi. Le mamme vestivano da “signore” e le figlie da giovani ragazze. Non c’era e non si voleva nessuna connessione.
Ho molte clienti che mi raccontano di come, invece, le loro figlie dai diciotto anni in avanti desiderino tantissimo vestirsi con i loro abiti.
Anzi il famoso svuotamento degli armadi di cose magari diventate troppo piccole o che non ci sentiamo più d’indossare, finiscono spesso nell’armadio delle figlie.
Le prime incredule sono proprio le mamme. Mi raccontano episodi molto divertenti. Una mia amica mi ha mandato le foto di come sua figlia di ventisette anni raccoglie in una bellissima scatola il vintage di sua mamma. Quando deve uscire alla sera, sceglie dalla scatola, chiusa rigorosamente con un nastro di seta giallo, o una camicina di seta azzurra abbottonata sulla schiena che sua mamma prese da me nei primi anni novanta o il piccolo golfino incrociato anni ‘80, tra le tante altre cose.
Un’altra cliente ha dato tutti i suoi golfini dagli anni 90 al 2005 a sua figlia venticinquenne che, sottile come un giunco, li indossa felicissima e le stanno divinamente.
La figlia di un’altra cliente chiede spesso la nuovissima pelliccia ecologica della mamma per uscire alla sera con gli amici. Lei, non molto contenta, l’accontenta. Oppure ho il caso di un’amica che al mattino vestendosi per andare in ufficio, non trova più la giacca nera con fascia in vita che aveva appena acquistato da me. Alla sera scopre che era già passata prima sua figlia e l’aveva presa per andare all’università...
Tutto ciò è molto interessante per valutare il cambiamento nel mondo della moda, soprattutto ora che ci troveremo ad affrontare una nuova dimensione del nostro mondo dopo il Covid. La netta differenza generazionale è definitamente morta a favore di uno stile più fluido tra le generazioni.
Pensando anche alla vita dei nostri amati abiti e all’ impegno economico che è stato impiegato per acquistarli, trovo tutta questa circolarità assolutamente fantastica. Tutte le volte che faremo un nuovo acquisto sapremo che non servirà solamente a noi ma, magari tra dieci anni, lo indosserà ancora nostra figlia. Il nostro abito vivrà quindi molte vite, sopravviverà a tutte le mode, passerà attraverso il tempo senza avere mai la possibilità di giacere dimenticato in fondo a un armadio.
Dopo il Covid o se, per un periodo, saremo costretti a convivere con il Covid anche la moda subirà un cambiamento che seguirà il nostro nuovo stile di vita. Le nostre giovanissime amiche hanno già inconsciamente precorso i tempi. Credo che rivaluteremo i capi unici, i pezzi più belli sia quelli nuovi che quelli che rivaluteremo nel nostro armadio. Ci sarà un pensiero più conservativo. Poche cose ma belle. Appunto quelle cose che poi porteranno ancora le nostre figlie

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