Le donne vivono più a lungo, ma non sempre in buona salute

donne-anzianeLe donne vivono più a lungo (età media 84 anni) degli uomini, ma non in buona salute: sono affette da un alto tasso di malattie croniche, da disabilità; e vivono più isolate. Mostrano solitamente una peggiore percezione della propria salute rispetto agli uomini con un divario che aumenta col crescere dell’età. Tra le donne con oltre i 65 anni dichiara di stare male o molto male per il 23,4% a fronte del 16,6% degli uomini.

Le patologie più frequenti sono quelle osteoartrodegenerative (artrosi/artrite) progressivamente disabilitanti, l’ipertensione arteriosa, l’osteoporosi, la depressione, il diabete, la cefalea e l’emicrania ricorrente, le malattie della tiroide, le malattie cardiache, le malattie allergiche.

L’aumento di patologie croniche, soprattutto tra le grandi anziane è in parte riconducibile all’allungamento della vita media, all’uso di tecniche diagnostiche più efficaci, all’adozione di stili di vita non salutari (si pensi al fumo ormai assai diffuso tra le donne e responsabile di un netto aumento di patologie cardiovascolari e tumorali). Va sottolineato che il genere femminile, in una percentuale considerevole, è affetto dalle più subdole e tipiche condizioni neurologiche dell’invecchiamento, quali Alzheimer e demenze senili, che hanno un forte impatto sulla qualità della vita della persona e della famiglia in cui vive.

Ad incidere negativamente sulla salute della popolazione anziana sono, inoltre, l’insoddisfazione e le preoccupazioni per la situazione economica, sebbene in modo minore rispetto al passato ma in modo più considerevole tra la popolazione femminile.

Tutti questi aspetti di tipo fisico, sociale ed economico fanno emergere una popolazione anziana femminile fragile: poco abile, spesso sola, senza caregiver e con scarse risorse economiche.

Altro fattore determinante per la salute delle persone è il livello di istruzione in quanto le persone istruite sanno scegliere e valorizzare le opportunità di benessere e salute già nella fase giovanile adottando uno stile di vita atto a rallentare o evitare le principali cause di disabilità e cronicità della vecchiaia.

Dunque, la prevenzione delle varie patologie che colpiscono le donne va retrodatata e riguarda lo stile di vita e l’accumularsi di più fattori di rischio che nel lungo periodo possono trasformarsi in peggiori condizioni di salute e in malattie.

 

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