da leggere: “Casa Tyneford” di Naytasha Solomons

Se avete amato “I Goldbaum” della stessa autrice, vi farà piacere ritrovare in questo libro l’ambiente viennese e poi inglese del 1938. La guerra è alle porte e una parte della popolazione si sta attrezzando per mettersi in salvo. Sono coloro che temono il disastro che l’ascesa di Hitler comporterà per tutta l’Europa. La vita cambia e prende un corso che fino ad allora era impensabile. Si comprende che per molti non sarà un “periodo di difficoltà”, ma che sarà la vita a cambiare radicalmente, portando i protagonisti verso un destino mai immaginato.

Questo periodo storico non sembra mai abbastanza narrato dalla letteratura e dalla filmografia, proprio perché, accanto all’immenso dolore collettivo, ha permesso di raccontare le storie di tanti: qui la protagonista è una donna molto giovane che si trova a vivere in un nuovo mondo che non voleva, ma che è per il momento l’unico che la può accogliere. Casa Tyneford nel Dorset (una specie di Downtown Abbey) accoglie Elise Landau, ebrea viennese (il primo titolo del libro era “La fidanzata inopportuna”, modificato in seguito forse per non fornire troppe indicazioni al lettore) e le offre un’opportunità di sopravvivere, se saprà coglierla.

Come ci racconta anche il film “Quel che resta del giorno”, molti profughi tedeschi e austriaci, in particolare le figlie di famiglie benestanti, fuggirono con i “visti di lavoro domestico”, per entrare al servizio di grandi famiglie.

"Casa Tyneford" di Naytasha Solomons edizione Neri Pozza  

 

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